Perdersi per la città | street art torinese 1. Part

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Perdersi per la città | street art torinese 1. Part

1. In ordine sparso
 
Il turista del futuro forse visiterà musei a cielo aperto, girerà per le città munito di cartina e di audio-guida per ammirare le opere di street art così come oggi va nei musei a vedere i quadri di Picasso o Bacon. Utopia? Chissà... certo è che tutte le volte che, mentre camminiamo sovrappensiero, ci imbattiamo in un disegno che decora una facciata, siamo colpiti da grande stupore e pensiamo per un attimo che c'è speranza oltre la pubblicità, che si può fare arte anche così, tra lo smog e il traffico.
 
Via Fiocchetto, 15
 
Vedendo le foto di un amica parigina che mi mostrava un'iniziativa stupenda, Tour Paris 13, ho pensato che mi sarebbe piaciuto catalogare le opere di street art della mia città. Così, armato di cellulare e macchina fotografica, mi sono messo alla ricerca dei murales più conosciuti in città, chiamiamoli così, almeno una volta, con questo termine un po' vintage e passato di moda. 
 
Torino non è Parigi e nemmeno Milano e Bologna, dove il movimento degli artisti di strada decora i palazzi già da più di un decennio, ma negli ultimi anni qualcosa si è mosso e il numero di opere en plein air si è moltiplicato velocemente. Una moda, se vogliamo, che sta coinvolgendo un po' tutta la città.
Non è facile farsi largo tra le informazioni che si trovano nel web. Incomplete, a volte, mostrano la foto dell'opera, ma non l'esatto indirizzo. Spesso vengono mischiate opere dello stesso artista in diverse città, così non è facile capire dove si trovi esattamente la tal opera. Magari esci di casa convinto di andare a cercare un disegno che invece è stato fotografato a Berlino.
 
Corso Tassoni angolo Via Balme
 
Non mi è successo ma ci è mancato poco, guardi una foto bellissima sul web, salti dalla sedia, sei pronto ad uscire subito di casa, poi guardi meglio e vedi che il cartello stradale di fianco all'opera è scritto in spagnolo. Altre volte ancora vai all'indirizzo giusto e trovi la facciata in restauro o peggio ancora il disegno non c'è più, cancellato da una ristrutturazione.
 
Così mi è capitato quando ho cercato di fotografare i disegni che sono stati realizzati sulle facciate laterali di Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche dell'Università di Torino, oggi sono in restauro e chissà se, quando il restyling sarà finito, i disegni ci saranno ancora, dubito. Altre volte ancora, hai un po' paura ad entrare armato di macchina fotografica in un edificio alla ricerca dell'opera che dovrebbe trovarsi su qualche facciata interna, ma non sai esattamente dove. La gente spesso è diffidente e se ti vede sgattaiolare nel proprio palazzo con una macchina fotografica, non vieni accolto da comitati di benvenuto. Cercavo un'opera che dovrebbe trovarsi dentro l'ospedale Amedeo di Savoia, in Corso Svizzera, ma la custode, appena mi ha visto scendere dalla bici e tirare fuori la macchina fotografica, non mi ha staccato per un secondo gli occhi di dosso. Ho desistito senza chiedere ulteriori informazioni per sapere se fosse al corrente di dove si trovasse. Potere di uno sguardo.
 
Via Bernardino Luini
 
Transitorietà, è il termine che forse più si addice alla street art. Spesso le iniziative artistiche di questo particolare genere hanno tempi a scadenza. I comuni o i privati lasciano degli spazi agli artisti per un periodo limitato, l'opera resterà visibile a volte solo per pochi mesi. Ai visitatori delle iniziative o ai passanti occasionali non resta quindi che immortalare con una foto il disegno, per mantenerne memoria. È questa forse la vera essenza della street art.
 
Caducità è un altro termine che si sposa bene con l'arte disegnata per la strada. Pensate se mettessero la Gioconda esposta nel centro di Parigi, senza teca di protezione, lo smog se la mangerebbe in un sol boccone. Per questo spesso le opere sono deteriorate o vanno deteriorandosi velocemente, molto più velocemente che in altri tipi di arte. Anche questa è una caratteristica della street art, per cui bisogna stare sul pezzo e andare a vedere i nuovi disegni appena sono stati fatti.
 
Via Cigna angolo via Rondissone
 
Fatte le dovute premesse, cominciamo con il tour fotografico.
In questa prima puntata ci concentriamo sui pezzi trovati per caso, quelli sparsi per la città, spersi tra un palazzo e l'altro, abbandonati un po' a se stessi, ma sorprendenti perché spiccano in mezzo al cemento. Alcuni di questi fanno parte di un'iniziativa, il PicTurin, Torino Mural Art Festival, del 2012.
 
 
Writer / Photographer /// Francesco Giugiaro
 
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