Concentrato d'Arte | Montmartre, Parigi

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Concentrato d'Arte | Montmartre, Parigi

Fin dalla notte dei tempi l'essere umano è andato sempre alla ricerca dei propri simili, cercando persone con gli stessi sguardi e gli stessi pareri, con le quali fosse più facile comunicare e condividere la propria vita. Personalmente non credo molto nella storia degli opposti che si attraggono, o meglio, so che esistono casi del genere, ma per me più che una regola sono delle eccezioni. Persino gli artisti, per quanto possano essere in genere degli schizzati sociofobi misantropi, ahimè, non riescono a sottrarsi al richiamo della natura, e hanno bisogno, di tanto in tanto, di mettere fuori la testa dal proprio guscio e riunirsi con altri rappresentanti della propria specie per scambiarsi opinioni, lavorare insieme, discutere, litigare, ubriacarsi.
Concentrato d'Arte” è una rubrica che si propone di parlare di posti nelle varie città del mondo – strade, piazze, locali, a volte interi quartieri – che sono stati scelti dagli artisti come luoghi di ritrovo più o meno fissi e dove, appunto, la concentrazione d'arte è abbastanza alta. Abbiamo già menzionato diverse volte luoghi del genere (vedi l'articolo sul Metelkova Mesto di Lubiana), ma ora vogliamo affrontare il tema con un approccio più sistematico e regolare: due volte al mese, di giovedì, una settimana sì e una no.
Mi piacerebbe iniziare con una parentesi storiografica, e partire da Montmartre, il famosissimo quartiere di Parigi, primo del suo genere, oramai meta sputtanata dalle orde di turisti, ma in origine sobborgo della capitale francese, dove gli artisti squattrinati di tutta Europa andavano a vivere per i prezzi modici dei suoi appartamenti.
 
Antoine Blanchard "Le Moulin Rouge, Place Blanche a Montmartre"

Montmartre è sempre stato il quartiere maledetto: infatti, è qui che nacque la Comune di Parigi, dopo la sconfitta da parte dei prussiani, ed è qui che si svolsero un sacco di battaglie sanguinose, cosa però che non le ha vietato di diventare il quartier generale per tutti gli artisti – francesi e non – della fine dell'800-inizi '900. L'atmosfera me la immagino come tipicamente bohémienne, in perfetto abbinamento con lo stile decadente che allora andava così tanto di moda. Tuttavia, insieme ai borghesi annoiati in cerca di emozioni forti – droghe, alcool, sesso e cabaret – c'era anche chi decadente lo era davvero, nel vero senso della parola. Il celebre Pablo Picasso, ad esempio, icona dell'arte del XX secolo, si trasferì a Montmartre all'età di 19 anni, e abitò per parecchi anni in un fatiscente stabile al civico numero 13 di Rue Ravignan, un agglomerato di piccoli edifici artigianali dismessi, in precedenza occupato da una fabbrica di pianoforti e poi ceduto in uso dal Municipio di Parigi a lavandaie che utilizzavano l'acqua della vicina Senna, motivo per il quale fu ribattezzato dallo scrittore e amico di Picasso, Max Jacob, “Bateau Lavoir”.
 
Il Bateau Lavoir in una foto d'epoca.
 
Fu qui che Picasso realizzò, nel 1904, il celebre quadro “Les Demoiselles D'Avignon”, e fu qui che abitarono anche altri artisti celebri, come  Georges Braque, Max Jacob, Marie Laurencin, Guillaume Apollinaire, André Salmon, Maurice Raynal, Juan Gris, Gertrude e Leo Stein, e poi Fernand Léger, Robert Delaunay, Albert Gleizes, Andre Lhote, Jean Metzinger, Francis Picabia, Alexander Archipenko e Paul Gauguin. Nel Bateau Lavoir non si nuotava di certo nel lusso: Fernande Olivier, compagna di Picasso, lo descrive come un posto “ghiacciato d'inverno e soffocante d'estate”. Tuttavia, la voglia di stare insieme e di fare arte è più grande del dolore o della sofferenza; come scriveva André Salmon nei suoi “Souvenirs sans fin”: “Viviamo tutti male, ma è sufficiente vivere comunque”. Infatti, nonostante la mancanza di comodità, i membri del gruppo del Bateau Lavoir in seguito divenuti famosi, ricorderanno sempre con un pizzico di nostalgia quel luogo così spartano e modesto.
 
Il quartiere Montmartre in una foto d'epoca.

Quei pochi soldi in più che gli artisti riuscivano a mettere da parte solitamente li spendevano la sera nei bar; il loro preferito era il "Lapin Agile", luogo di nascita del cabaret. L'insegna appesa all'ingresso rappresenta un coniglio che salta dentro ad una pentola con una bottiglia di vino in mano e fu dipinta nel 1875 dal caricaturista André Gill, infatti il nome originario del locale era “Le Lapin à Gill”.
 
Il Lapin Agile in una foto d'epoca.

Nel corso degli anni, tuttavia, questi luoghi furono abbandonati dagli artisti, in favore del più tranquillo e meno conosciuto quartiere di Montparnasse, in seguito abbandonato anch'esso. I luoghi che furono la culla delle idee e delle opere tra le più importanti dello scorso secolo ora sono dati in pasto ai turisti, convinti che i ritrattisti di Place du Tertre e le cartoline con Le Chat Noir in vendita ai negozietti di souvenir bastino per ricreare quell'atmosfera artistica che ormai è andata persa per sempre.
Ma oggi, com'è la Parigi degli artisti? Dove si ritrovano pittori, scultori, fotografi, designer, illustratori? Dove sono i luoghi dove si rifugiano e i luoghi dove si ritrovano? Noi di Creazina siamo andati a scovarli: tra due settimane, il nostro reportage!
 
Writer /// Elena De Luca
Illustrator /// Gareth Arrowsmith
Photographer /// Darja Craparo
 
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