Brunch | La fine del mondo

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Brunch | La fine del mondo

Carissimi lettori e lettrici, benvenuti a Brunch, il brainstorming collettivo di Creazina! Ogni domenica noi vi forniremo un tema, dopo di che voi avrete sette giorni di tempo per inviarci al nostro indirizzo e-mail (brunch.creazina@gmail.com) le vostre idee, associazioni, interpretazioni, anche le più strambe, quelle del tipo "Ma che ca...?!" - e anzi, forse quelle saranno tra le favorite ad essere pubblicate la domenica dopo, insieme a tante altre, e insieme anche al nuovo tema.
Dunque, che aspettate? Per far parte di Creazina, può bastare un clic! Ecco il tema per la prossima settimana: "Il regalo più brutto". Quali pensieri scaturisce in voi questa frase? Fatecelo sapere!
Intanto vi mostriamo la selezione dei materiali che ci avete mandato per il tema di questa settimana, che, lo ricordiamo, era "La fine del mondo". Vediamo un po' cosa hanno partorito le vostre menti geniali:
 
Inviato da Emiliano.
 
"C'è chi vede la fine del mondo come il ritrovarsi in fondo alla pancia di una balena"
Parco di Pinocchio - Collodi - Il mondo visto da dentro la balena, inviato da Ginzo Robiginz. Per ascoltare la favola di Pinocchio su Libraudio.it, clicca qui.
 
Roberta Feoli, "Le 10 regole della sopravvivenza".
 
Josè Guadalupe Posada (Aguascalientes, 1852 - Mexico City, 1913) - "La fin del mundo", opera di incisione 1985/1900, inviato dalla Scuola Internazionale di Grafica di Venezia.
 
 
Puntuale, il meteorite bucò l’atmosfera terrestre alle 15.12. Solcò il cielo sopra Edimburgo e fu avvistato come una scia luminosa dai paesi dell’Europa centrale, come un lieve bagliore da Marocco, Tunisia e Algeria e come una luce appena percettibile dall’Egitto, esattamente come si era immaginato. Nello stesso istante, la terra tremò a diversi gradi della scala Richter nell’esatta sequenza stimata dai sismologi per le singole nazioni. L’onda anomala raggiunse alcune isole inabissandole, in conformità con le previsioni dei mesi precedenti. Persino la percentuale di polvere liberatasi nell’aria rispecchiava quella calcolata dagli scienziati. Quello che non avevano previsto, però, era l’intensità di uno sguardo. Il mondo che si restringeva sotto la spinta del cielo sempre più cupo e sopra un bagliore del tutto indefinibile, anche se assolutamente terreno, appena al di là dello sguardo di James. Era il sudore sul palmo delle sue mani. Il battito irregolare e il panico imperante. Il respiro affannato e le parole che non sapeva mettere insieme mentre pensava che Eve aveva un culo che era davvero la fine del mondo.
"Eve", di Mariasperanza Cursaro.
 
"Fine", di Anna Canavesi.
 
Caparezza "La fine di gaia", inviato da Antonio.
 
"Clessidra", di Anna Canavesi.
 
Di Anna Canavesi.
 
"[...] Non è la prima volta che l'idea dell'apocalisse ha acceso l'immaginazione umana. Le profezie sulla fine del mondo hanno una lunga storia, e i creduloni spesso
non vogliono prendere nemmeno in considerazione le evidenze scientifiche che le smentiscono. Nel caso in particolare, gli apocalittici a tutti i costi ignorano la complessità dei sistemi di computo temporale dei Maya.
"C'è un solo monumento [Maya] che riporta la data 2012", dice l'esperto Ricardo Agurcia, sottolineando che i catastrofisti ignorano il fatto che, secondo i Maya, quando un grande ciclo finisce, ne comincia un altro. "Il tema della fine del ciclo è la rinascita, non la morte".
Quel che è certo è che i Maya non predissero affatto che il mondo sarebbe finito nel 2012. All'inizio di quest'anno, l'archeologo William Saturno, uno dei National Geographic Grantees, ha scoperto una serie di numeri dipinti sulle pareti di un complesso maya in Guatemala: si tratta di calcoli che includono date che vanno ben oltre quest'anno. "I Maya non solo prevedevano che il mondo sarebbe continuato, ma che, fra 7.000 anni a partire da ora, nulla sarebbe cambiato", ha spiegato Saturno.
"Noi cerchiamo segnali di una possibile fine, mentre i Maya volevano la garanzia che nulla cambiasse. Sono due modi di pensare completamente opposti"."
Da "Maya, la fine del mondo può attendere" di Catherine Zuckerman, inviato da Elena.
 
"Caduta in basso", di Nunziella Salluce.
 
Inviato da Anna Canavesi.
 
Inviato da Anna Canavesi.
 
Inviato da Anna Canavesi.
 
Inviato da Andrea.
 
Implode nella nebbia
questo mondo imperfetto
carico di erotismo. 
E mentre tutto attorno a me
sparisce 
scopro con orrore
il mio unico rimpianto:
maionese.
Di Giuliomaria Garbellotto
 
 
Inviato da Anna Canavesi.
 
 
Inviato da Anna Canavesi.
 
Inviato da Anna Canavesi.
 
Inviato da Marina.
 
Inviato da Anna Canavesi.
 
Inviato da Anna Canavesi.
 
Caparezza - "Epocalisse", inviato da Elena.
 
Inviato da Anna Canavesi.
 
Writer /// Elena De Luca
Illustrator /// Marco Bruscolino Sgammotta (small), Davide Baroni (big)
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