Forti & Ruspolini Interview | Dyson Design

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Forti & Ruspolini Interview | Dyson Design

Nel mese di settembre sono stati annunciati i vincitori delle selezioni nazionali del James Dyson Design Contest, prestigioso concorso, prima per confine britannico, ora di profumo intenazionale, che chiede di migliorare la vita delle persone attraverso il design e la tecnologia. Con grande piacere abbiamo intervistato la coppia di designer che si è aggiudicata il premio Italiano, Alessandro Forti e Nazzareno Ruspolini, che, dopo aver superato brillantemente gli studi allo IED Roma, non hanno perso tempo e il loro nome già gira per le diverse directory del design locale ed estero.
Il loro progetto con cui si sono aggiudicati questo riconoscimento si chiama Sanni, lavandino ad alta tecnologia in grado di igienizzare con ultrasuoni.
 
 
Il contest by James Dyson chiede, in parole povere, di risolvere problemi attaverso la progettazione. Cos'è che vi ha fatto scattare la scintilla dandovi l'ispirazione?
L'ispirazione è venuta con l’osservazione del mondo circostante. A partire dalle piccole problematiche che ci troviamo ad affrontare ogni giorno fino ad alcune esperienze tecnologiche che abbiamo affrontato con curiosità nel corso della nostra vita, come la lavatrice ad ultrasuoni. La sintesi dei problemi e lo spunto tecnologico ci ha dato la soluzione: Sanni.
 
Cosa significa per un designer cercare ed esplorare nuovi orizzonti tecnologici?
Per noi, ancora giovani leve del settore, significa mettersi sempre in gioco, cercare una sorta di precognizione per immaginare i bisogni che verranno.
 
Quanto conta per due giovani come voi qualificarsi alle selezioni interazionali di un contest di alto livello come questo? 
Indubbiamente ha la sua rilevanza in quanto mettono a confronto realtà e problem solving differenti e stimolanti; inoltre sono un ottimo modo per farsi conoscere e dire qualcosa in questo campo.
 
 
Parlando di design in generale, cosa vi piace progettare? Trovate più soddisfazione nel creare oggetti tecnologici o realtà più materiali, come per esempio furniture?
Penso che il designer debba prendere ogni progetto come una sfida  sia nell’ ideare una nuova sedia o un oggetto super-tecnologico, in ognuno di essi deve metterci l’anima e la voglia di progresso, fare qualcosa che porti innovazione a prescindere dal campo di applicazione.
 
Ditemi come dovrebbe essere il materiale perfetto.
Il materiale perfetto beh… [riflette] un materiale immateriale, qualcosa che non inquini, non occupi spazio, non pesi, che sia indeformabile ma malleabile. Direi qualcosa che per ora e' reale solo nella nostra fantasia.
 
Avete partecipato al contest lavorando in coppia. Quanto è importante lavorare in gruppo?
Il confronto in un gruppo di lavoro è fondamentale e formativo in quanto sottopone le nostre idee ad una critica intelligente che più difficilmente si mostra nel lavoro da singolo. In quest’ottica sicuramente si riesce a far venire fuori idee migliori. 
La retorica insegna: due teste sono meglio di una.
 
Da neo-diplomati IED, un consiglio per chi sta ancora studiando.
E' presto per dare consigli, ce ne vorrebbero un po' per noi! Quello che possiamo dire è amate quello che fate, non perdete mai la voglia di immaginare e di credere nelle vostre idee. E’ quello che cerchiamo di fare e per adesso sembra che funzioni.
 
 
 
 
 
 
Writer /// Mario Alessiani
Illustration ///  Giulia Tomai
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