CYCLES | Sfilata IED 2014

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CYCLES | Sfilata IED 2014

Agli abitanti di Roma risulterà abituale la presenza quotidiana della Storia nella vita della città. La Storia  si manifesta, nella sua magnificenza, in ogni angolo, strada e spazio urbano, marcandolo come una proprietà e spesso rendendo difficile o impossibile il transito. Chiese, Palazzi, statue ricordano una tradizione ed una cultura che vorrebbe essere monito, ma spesso diventa preda delle macchine fotografiche dei turisti.

Non a caso eventi come AltaRoma, la settimana della Moda della Capitale, sono alla costante ricerca di una relazione con il passato dell’Urbe, che, come un bambino capriccioso, non tollera la mancanza di attenzione nei suoi riguardi. Dalle locations alle scelte dei designers in passerella tutto manifesta una scelta chiara e decisa: armonia con il passato, con una memoria che si accompagna ad eleganza e stile.
 

In questo contesto si posiziona l’evento organizzato lo scorso martedì 15 luglio  dallo IED di Roma. CYCLES. What goes around,comes around.  Prendendo spunto da una riflessione sul cerchio, e sul ciclo, simbolo della struttura circolare della stessa Storia, Cycles è una metafora perfetta per raccontare il tessuto creativo, forma in divenire della città. Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.

In passerella sfilano gli abiti realizzati dagli studenti dell’Istituto Europeo di Design, mentre due grandi cerchi bianchi, trasportati da due acrobati, negli intervalli tra una collezione e l’altra attirano la curiosità degli spettatori. Un fashion show pensato per essere uno spettacolo a 360 gradi, dove musica, moda, video istallazioni sono alla mercé dei passanti sotto il cielo stellato di una Roma d’estate. La verve innovativa, propria degli studenti, viene a rinfrescare il calendario di AltaRoma 2014, scegliendo via Branca come scenario, e i bei palazzi borghesi che la circondano come schermo per le video istallazioni a tema cerchio.
 

Ma il legame alla tradizione resta e si può leggere tra le righe. Su tutte le proposte domina un fattore stilistico ispirato all’eleganza: reperibile nella scelta dei tessuti (seta, pelle, maglia, chiffon, pelliccia sintetica), nella palette cromatica, ma soprattutto in una referenza al passato presente in quasi tutti i lavori degli studenti.  Contemporanei ma dal gusto retrò, come Beatrice Neri che lavora sullo stile zoot suit dell’Africa anni ’40 e lo rivisita in chiave moderna, o Delia Zappalà che riprende elementi della cultura russa e siciliana nella collezione Dolls in Oniric Land. Tutti sembrano giocare con una estetica e riadattarla al loro gusto e a nuove esigenze. Richiami a Rothko e Antonioni, a Yves Klein, all’artista senegalese Pabra Ibra Tall, all’estetica minimale di Tokujin Yoshioka, all’astrattismo di Ellsworth Kelly, fino a spunti provenienti dalla letteratura come quelli della collezione Sagaland di Valentina Tinganelli che si ispira alle Íslendingasögur (le saghe islandesi), e al Calvino di un Visconte Dimezzato in “Dis_Union” la ricerca di Erika Riciniello. Tutto questo non prescinde il lato sperimentale, ne è un esempio il progetto Uncool di Riccardo Greco che nasce dalla lavorazione di una giacca termoregolatrice realizzata con il sughero tagliato a nido d’ape. Plasmando tasselli compressi con le reti termiche, Riccardo ottiene una texture che lascia traspirare e trattenere la temperatura corporea.
 

Cycle ha messo in scena una straordinaria miscellanea di progetti, il cui contenuto rispecchia non solo l’attenzione verso una varietà di dottrine e culture che si contaminano l’una con l’altra, ma una visione ciclica riguardo alla creatività, al design e alla cultura. Come afferma Mara De Longis, coordinatrice dell’area Moda «La creatività dei più giovani  si esprime in un compendio di abiti, accessori, gioielli con prospettive differenti, in cui il glamour si alterna con lo sportswear, le trasparenze da gran sera si susseguono ai cappotti, la ricerca dei materiali e delle forme rende innovativi scarpe, borse e gioielli. Assistiamo alla visione che le nuove leve hanno di una moda che sappia essere non solo attuale ma futuribile».
 
 
 
Writer /// Annalisa D'Urbano
Photographer /// Aurora Camaiani
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