Zerocalcare | Interview

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Zerocalcare | Interview

Zerocalcare non è una falsa promessa pubblicitaria trasmessa dalla televisione. Zerocalcare è una certezza, o meglio, un giovane fumettista che sta rendendo migliori i nostri lunedì "neri" raccontando storie a volte assurde altre così reali. Ecco perchè, noi di Creazina, gli abbiamo fatto qualche domanda, per entrare nel suo fantastico mondo fatto di figure in bianco e nero.
 
Come mai hai scelto il nome Zerocalcare? E’ un nome che incuriosirebbe qualsiasi casalinga di mezza età!
Dovevo polemizzare con qualcuno su un forum, dieci anni fa, e non lasciavano postare commenti anonimi. Di là c'era la TV accesa e andava la pubblicità di Zerocal, e io ho messo quel nome giusto per riempire il campo e poter lasciare il commento. Poi mi è rimasto attaccato addosso.
 
Quanto ti somiglia davvero il personaggio di cui, ogni lunedì, leggiamo una nuova storia? 
C'ho l'attaccatura di capelli più alta e i denti più storti, ma per il resto disegno solo cose autobiografiche, quindi direi tantissimo...
 
Sei “fumettisticamente” cresciuto nel mondo dell’underground e delle autoproduzioni, cosa ci racconti di questi ambienti?
In realtà sono cresciuto anche biologicamente nel mondo delle autoproduzioni, e degli spazi occupati, quella è la mia famiglia e continua a scaldarmi il cuore vedere l'entusiasmo, il sudore ed il mutuo aiuto per spingere prodotti e contenuti slegati dalle logiche di mercato.A volte anche di qualità altissima, come nel caso di Crack, il festival internazionale di fumetto underground che ha luogo ogni anno al Forte Prenestino e che per me sono i 4 giorni più ricchi di stimoli dell'anno. E poi condividere banchetti, scambiare le fanzine, girare l'Italia sapendo che in ogni città c'è un pezzo della tua tribù pronto ad ospitarti, è impagabile.
 
Hai lavorato spesso per fanzine e locandine di gruppi punk hardcore. Qual è la scena musicale che frequenti e segui? Cosa ascolti mentre disegni?
Pur essendo straight edge (che sono i punk bacchettoni che non fumano e non bevono) da dieci anni, in realtà ho sempre seguito tutta la scena punk/oi/hardcore. Faccio le locandine perché sono frustrato che non so suonare niente e non posso dare altri contributi. E quella roba la ascolto anche mentre disegno, mentre sto in macchina, mentre vado a correre... Oggi pomeriggio mentre lavoravo andavano i Klaxon, vecchie glorie del punk romano since 1979.
 
Cosa c’è sul tuo tavolo da disegno? …e nella tua stanza?
Sul tavolo ci stanno i vestiti ammucchiati da lavare, e direi pure nella stanza, insieme a qualche scheletro di dinosauro comprato in edicola. Tanto disegno solo sul divano davanti alla TV.
 
Il tuo libro “La profezia dell’armadillo” autoprodotto da Makkox, è quasi alla terza ristampa. Cosa rappresenta per te e cosa c’è al suo interno?
Rappresenta un pezzo della mia vita, delle mie paranoie e ossessioni e speranze, che si sovrappongono, almeno in parte, a quelle di tutta la mia generazione. Dentro ci sono le sfighe quotidiane che ci accompagnano dall'adolescenza all'età adulta, unite da un filo conduttore che è il ricordo di una persona che non avrei saputo fissare altrimenti che con un fumetto.
 
Poniamo il caso che tu debba andare a una festa di carnevale: da cosa ti travestiresti?
Da ninja tutta la vita. Da ragazzino come oggi! Il ninja non si batte.
 
Cosa pensi sarebbe oggi Zerocalcare se non avesse scelto il mondo del disegno?
In realtà ancora oggi Zerocalcare fa le ripetizioni di francese ai bambini e traduce noiosi documentari di caccia e pesca, visto che il mondo del disegno non è che ti dà proprio da mangiare in questo paese... Quindi non sarebbe poi così diverso mi sa.
 
Sei affetto da sindrome maniaco compulsiva verso “serie televisive” o cinematografiche?
Si, non faccio niente se non c'è una serie TV di sottofondo. Non cucino, non mangio, non lavoro. Sono tutte attività che mi annoiano tantissimo e che riesco a svolgere solo se intanto c'è una serie che mi distrae. Quindi scarico pacchi di serie come riserva, il giorno che finiranno rimarrò paralizzato!
 
Nel futuro c’è la possibilità di sperimentazione nel mondo dell’animazione?
Magari oh, io sono una pippa ma mi piacerebbe un sacco. Qualcuno che ci capisce di animazione sicuro capiterà su creazina e magari c'ha qualche proposta fichissima, che ne sai...
 
Cinque cose a cui Zerocalcare non potrebbe mai rinunciare.
Il mio quartiere
La melatonina
Le merendine
I centri sociali
I pennarelli staedtler
 
 
 
 
 
 
Writer /// Cristina Pasquale
Illustration /// Daria Mazzanti
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daje zc daje secco!

daje zc daje secco!

Bravo!

Zerocalcare, un giorno verrà qualcuno a chiederti conto di quando i tuoi fumetti erano tutto un "uccidere fascisti", "bastonare fascisti", "mettere bombe a mano nei passeggini dei figli dei fascisti"... un mondo in cui il "fascista" è un subumano da eliminare fisicamente. E più sarai nel frattempo diventato bravo, famoso e borghese, più te ne chiederanno conto. E ti scoprirai vigliacco (poco male, oggi è un pregio, un vanto) e attaccato ai soldi tanto da rinnegare questa tua violenza repressa come un "errore di gioventù". Sarai abbastanza vecchio allora per capire che non hai costruito niente, che non hai cambiato niente, che ti piace quasi tutto del sistema che dicevi di combattere, che avrai baciato mani mostruose che una volta disegnavi a caricatura del potere. Poco male, il tempo di rendersene conto, e sarà già ora di andare. Lascerai in eredità le tue tavole e l'odio che hai seminato. Non mi fraintendere, io sono un tuo fan. Simone

Spocchioso come pochi,

Spocchioso come pochi, supponente pure nella punteggiatura.

Ammazza

E meno male che sei un suo fan. Però sei fascista e si capisce lontano un miglio.