Un caffè con...| Elisa Talentino

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Un caffè con...| Elisa Talentino

Tocco la tua bocca | Elisa Talentino
 
  • Le illustrazioni di Elisa Talentino, ci portano in un mondo fatto di colore, telai, passione e nostalgia. Puoi raccontarci come hai deciso di metter su uno studio di grafica e serigrafia in quel di Torino?

    L' amore per la serigrafia è nata grazie ad un incontro molto importante che ha segnato il mio percorso artistico; ho cominciato nel 2007 a lavorare con Paolo Berra, artista e graphic designer che mi ha coinvolta nella scoperta di questa tecnica a cui lui si stava avvicinando per le prime volte in quel periodo.
    Abbiamo cominciato con un approccio molto punk. Le prime serigrafie sono state realizzate sul pavimento della mia cucina con me in piedi sui bordi del telaio a tenerlo fermo e lui che stampava accovacciato sotto. Impressionavamo i telai con una vecchia lampada abbronzante anni '60 della prozia di Paolo e lavavamo il tutto nella doccia di casa facendo imprecare i nostri coinquilini che cominciavano ad essere stufi del bagno con il dripping alla Jackson Pollock.
    Dopo un laboratorio pioniere ( in origine appartamento decoroso ) lasciato in eredità a Paolo dalla prozia Ottavia (quella che si abbronzava con la lampada) nelle valli Cuneesi e in cui abbiamo lavorato per circa un anno, nel 2009 abbiamo aperto a Torino lo studio di stampa "Inamorarti" dove abbiamo cominciato a lavorare come graphic designers e printmakers, oltre che a portare avanti i nostri personali progetti artistici.
    Nel frattempo abbiamo fatto mostre, in Italia e all'estero, partecipato a festival di illustrazione, fumetto, self-production, musica, editoria indipendente e conosciuto tanti artisti con cui nascevano sempre più progetti.
    Oggi il laboratorio Inamorarti collabora con artisti ed illustratori, si è ingrandito e ha stretto relazioni con case editrici (tra cui Print About Me, che ha prodotto il mio libro e per cui Paolo stampa in serigrafia molte altre edizioni) e studi grafici.
  • Le tue illustrazioni sono corpi che si mescolano a foglie, rami, pesci e cuori. Puoi raccontarci da dove nasce questa tua poetica scelta stilistica?

    Credo che sia molto difficile rispondere senza scivolare in derive barocche sull'universo femminile e la sua fragilità. Come molti artisti è la mia forma di comunicazione e di superamento dei conflitti, è un sistema catartico di trasformazione di un'interiorità che so descrivere solo così, o per lo meno è la forma in cui mi viene più facile esprimermi, per questo vado in tilt quando mi si chiede di parlare dei miei lavori. Come la bravura dello scrittore sta anche nel riuscire a conferire bellezza e profondità alle cose semplici della quotidianità, così l'artista visivo riesce a toccare corde che tutti conoscono ma con una luce nuova, intima ed accogliente.
  • Come si svolge la tua giornata tipo? Hai qualche sana abitudine che ti aiuta anche nel processo creativo.

    In realtà non ho una giornata tipo vera e propria. Lavorando per conto mio ogni giorno è diverso; da quello in cui bisogna fare le quattro del mattino senza respiro per una consegna a quello in cui il lavoro non c'è ma una passeggiata sul lungofiume ti è ispiratrice per idee future.
Espandersi vermiglio | Elisa Talentino
 
  • Da quanto mi pare di capire la tua passione coincide con il tuo lavoro, quanta gioia ti dà questa tua conquista personale e ipoteticamente riusciresti ad immaginarti in un contesto lavorativo differente, lontano dall’illustrazione?

    Mi ritengo molto molto fortunata di riuscire a mantenermi (chiaramente senza grosse pretese come tutti quelli che fanno il mio lavoro ben sanno) con quella che è la mia passione. E' davvero bello che sia successo, e da una parte penso che non avrei potuto fare nient'altro. Da bambina a scuola ero "quella che sapeva disegnare" della classe, però di lì a immaginare che un giorno avrei potuto viverci non lo avrei mai sperato, mi sembrava un'impresa fantascientifica.
    Alle superiori nell'istituto d'Arte specializzato in ceramica che ho frequentato l'aspirazione di tutti era di diventare "grafico pubblicitario", ecco a me sembrava già pretenziosissimo questo, l'insicurezza tipica dell'adolescenza mi faceva desistere anche da questa ambizione.
    Non riesco troppo a immaginarmi in altre mansioni che non siano provvisorie come ho fatto in passato, non escludo passioni parallele, ma credo che questa sia la mia via.
  • Com’é nato “Le jardin d’hiver” e la collaborazione con Print About Me?

    Le jardin d'hiver era nell'aria da qualche tempo senza però avere un nome e né un fine; lessi per la prima volta Cortàzar una decina di anni fa, sono sempre stata affascinata dalle "coincidenze" significative che accadono nelle nostre vite e l'anno scorso quando mi è ricapitato per caso tra le mani "Rayuela", rileggendo il celebre capitolo 7 ho deciso che avrei voluto disegnare quelle parole meravigliose. Poi ero appena stata in viaggio a Parigi, dove peraltro Rayuela è ambientato. Al giardino botanico ero rimasta folgorata dai Jardin d'hiver in cui i francesi custodiscono le piante esotiche, era il posto dove avrei voluto passare i miei pomeriggi. L'ispirazione arrivava da ogni angolo di quelle meravigliose strutture.
    Così il mio "jardin d'hiver" è il luogo dove le piante continuano a fiorire anche quando fuori c'è il gelo, è un bozzolo dove adagiarsi, è uno spazio di contemplazione della bellezza strappata al rigore del tempo, dove l'incanto della fioritura non è più effimero e il tempo ha dimenticato il suo scopo.
    Invece Print About Me è un collettivo di amici, con qualcuno abbiamo frequentato l'Accademia di  Belle Arti di Torino assieme, altri li ho conosciuti dopo; è venuto abbastanza spontaneo dopo anni di fiducia e conoscenza reciproca creare qualcosa assieme.
  • La serigrafia richiede precisione, tempo e passione, quanti credi oggi ancora ne apprezzino e comprendano l’unicità e la bellezza? Quali sono le sfide più grandi che ti trovi ad affrontare e quali le soddisfazioni maggiori?

    La serigrafia in questo momento più che mai sta tornando alla ribalta; Nella sua accezione artistica è una tecnica di stampa che non diverrà mai obsoleta, risulta ovvio che paragonata all'offset o al digitale non è competitiva in termini di tempi di realizzazione e di costi, però ha tuttora un'impronta artigianale che nessuna tecnica industriale riesce ad emulare.
    All'interno della serigrafia stessa ci sono due modalità di utilizzo della tecnica: una prevede la mera riproduzione di un'immagine già esistente, e l'altra consiste nella creazione di un'immagine ex-novo per mezzo della serigrafia, questa per me è la serigrafia artistica.
    La serigrafia artistica si avvicina molto di più al processo calcografico: non si sta riproducendo e imitando qualche cosa di esistente ma si sta creando un'immagine che nasce in serigrafia, non esiste un originale. L'originale al limite possono essere le pellicole su cui interveniamo manualmente e che messe assieme colore dopo colore formano l'opera.
    Le soddisfazioni più grandi arrivano proprio dal fatto che sempre più persone scelgono di stampare con questo vecchio e laborioso mezzo perché apprezzano l'impronta manuale che c'è dietro e la percepiscono nel risultato.
  • Da qualche giorno sono Torinese anch’io, cosa ti piace di questo posto e se potessi suggerirci un tuo percorso attraverso la città dove ci porteresti?

    Suggerirei un grande classico: passeggiata sul lungofiume ma metterei da parte per un momento l'inflazionato Po a favore della controparte femminile Dora.
Esperimenti analogici di Cristina Pasquale | Ritratto di Elisa Talentino
 
  • Tre cose che ti fanno sentir bene e ti rendono felice.

    In questo momento la luce che illumina il tavolo della mia cucina, la panna montata sul gelato e la bicicletta senza guanti e cappello.
  • Se dovessi scrivere la ricetta dei tuoi lavori, quali sarebbero gli ingredienti essenziali?

    Respiri profondi, una tazza di tè in cui ogni tanto mi sbaglio e intingo il pennello e la mano quando diventa sciolta e disegna bene da sola senza doversi sforzare (non capita sempre).
  • Se Elisa fosse una pianta... un colore... una canzone?

    In questa stagione sarei sicuramente un glicine, non c'è nulla che mi apra di più il petto del suo profumo.
    Colore a metà tra rosa/beije/noisette come dicono in piemontese.
    Canzone ti direi Hilli di Amiina, un che di triste ma floreale.
  • Questa rubrica si chiama "un caffè con..." e noi abbiamo deciso di prenderlo con te, se invece fossi tu a poter scegliere, chi inviteresti?

    Mi avrebbe incuriosita parecchio un caffè e due chiacchiere con Leonora Carrington, artista mistica Inglese naturalizzata in Messico.
Plenitud | Elisa Talentino
 
 
Writer / Photographer /// Cristina Pasquale
 
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