NAIS | L’Arte messa al muro

on
0

NAIS | L’Arte messa al muro

Wow Spazio Fumetto di Milano vuole aprirsi a diverse forme d’arte e lo fa ospitando una fantastica performance di Nais. L’artista milanese dal 24 al 31 maggio ha realizzato un murales dal titolo “Madre Natura” sulla terrazza di Wow spazio fumetto. La performance fa parte del progetto “Very Nais” curato da Elisabetta Parenti, che nasce dalla volontà di dare conto del percorso artistico di Nais in cui elementi fantastici e fiabeschi si fondono con lo stile street art. Nel tardo autunno Wow spazio fumetto ospiterà anche la prima mostra personale di Nais che vedrà esposte diverse opere dell’artista che ben documentano il percorso evolutivo contrassegnato da uno stile maturo e personalissimo. Il murales “Madre Natura” rappresenta Gea composta dai vari elementi naturali che sorgendo dalla terra , sparge girandole come stelle sopra il graffito realizzato nel 2011 da Pao e Willow per Smemoranda, entrando così in dialogo con esso. Nais artista di riferimento nel panorama street art milanese e italiano è attiva dai primi anni del Duemila, ha partecipato al progetto “Scambio d’autore” presso Palazzo Marino nel 2012 e nel 2011 a “Urban Queens” rassegna della street art al femminile. Abbiamo incontrato Nais per un paio di domande sul suo lavoro.

Come sei entrata in contatto con il mondo della street art?
Da ragazzina durante gli anni del liceo ho incominciato a fare i primi lavori e a interessarmi al movimento della street art, che si stava diffondendo in Italia proprio in quegli anni.

Quali artisti pensi ti abbiano influenzato di più?
Sicuramente il Liberty è stato ed è ancora una fonte d’ispirazione molto forte per me. Anche il muralismo messicano mi ha sicuramente influenzato, e anche il movimento della Pop Art. Sono abbastanza eclettica nei miei gusti, e spesso trovo inspirazione anche da cose “esterne” al mondo dell’arte come la natura o anche i disegni dei tessuti.

Come nascono le tue opere?Dove trovi i tuoi soggetti?
Di solito m’interrogo su una tematica, un problema o un argomento e subito ho una visualizzazione mentale del disegno che per me meglio esprime la riflessione che ho condotto. Poi penso alla gamma cromatica, che è decisamente importante per me perché credo che esprima molto. Non voglio fare un’arte aggressiva, che colpisca l’osservatore, preferisco fare dei lavori più intimi, contraddistinti dalla semplicità sia formale che cromatica e che diano speranza a chi li osserva.

Come mai hai scelto di fare un’opera su Madre Natura? Spesso nelle tue opere è presente il tema della maternità e della natura, sono argomenti che senti molto tuoi?
Io credo l’arte in se sia un gesto creativo. Inoltre le donne, proprio per la loro capacità fisica di generare una vita, sentano molto dentro di sé il potere di generare qualcosa. Credo che le donne abbiano dentro di loro questa grande forza di credere nelle loro passioni e di poter generare e creare delle cose nuove.

Come è essere una donna artista? Hai incontrato difficoltà?
L’arte è sicuramente un ambiente molto “maschile” e la street art ancor di più. Fisicamente può essere molto pesante, soprattutto scendere in strada a dipingere. Io ho sempre ricercato e avuto un rapporto paritario con i miei amici che dipingevano con me. C’è molta competizione a livello artistico ovviamente, ma può essere anche molto bello perché essendo spesso l’unica donna sono un po’ coccolata e protetta da loro.

Come è stato e come è il tuo rapporto con l’underground?
Le mie esigenze sono cambiate, non m’interessa più l’atto fisico di andare a dipingere in strada anche se è ancora una parte importante del mio lavoro, è giusto che la street art si appropri dei suoi spazi. Semplicemente sto seguendo il mio percorso  artistico di crescita e di sperimentazione di nuovi supporti e soluzioni.

Nei tuoi lavori si notano spesso colori e stili appartenenti ad altre culture, sei d’accordo?
Per me il dialogo fra culture diverse è importante, e mi piacciono le varie forme di cultura popolare e naif. Credo poi che determinate culture, come quella indiana o africana, utilizzino dei colori molto forti e accesi per reagire a delle condizioni di vita difficoltose. Mi piace questa cosa, i miei lavori vogliono essere un po’ uno stimolo a reagire alla vita. Un messaggio positivo e di speranza, visto che di messaggi negativi ce ne sono già tanti.

Come è nata l’idea di fare dei gioielli?
Fin da ragazzina mi è sempre piaciuto crearmi da sola i miei gioielli. Recentemente ho scoperto la resina, un materiale che mi piace molto. Faccio pochi pezzi e l’idea che la mia arte da formato macro da parete diventi micro e portatile mi diverte molto.
 
 
 
 
Writer /// Silvia Colombo
Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (2 voti)