Maurizio Ceccato | Interview

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Maurizio Ceccato | Interview

Raccogliendo informazioni su Maurizio Ceccato, nel tentativo di scrivere un’intervista che sia in grado di indagare le diverse sfaccettature di un personaggio così stravagante, mi rendo conto di aver visto decine di volte, tra gli scaffali delle librerie oppure tra quelli della libreria della mia stanza,  le copertine di libri a cui ha lavorato  e persino di averne letti alcuni, senza avere la minima idea di chi fosse il reale autore della grafica delle copertine stesse.

Cosa ne pensi di un lavoro che ti permette di impattare un pubblico vasto, anche senza che questo ti conosca come artista?
Ciò che mi affascina della grafica è la sua duttilità o meglio la somma di più fattori come i segni, il cortocircuito che si crea tra titolo e immagine, forma e contenuto e i codici come le parole che si scontrano/incontrano con i geroglifici o gli ideogrammi sempre più complessi ovvero l'universo iconografico. Lavorare sulla reiterazione delle immagini è un privilegio e un fine che penso interessi chiunque lavori con la comunicazione, che sia chiamata arte o pubblicità, design o illustrazione. La moltiplicazione rafforza un concetto. 
 
Partiamo dalle origini: Maurizio Ceccato impara a disegnare fumetti.
A quanto dice la tua biografia, sei stato autore di “ porno saghe, strisce per bambini, cartoni  per la pubblicità, manga all’amatriciana ”. Qual è il vero filo conduttore di un’attività come questa, che tocca contesti così diversi tra loro?
Io ho imparato a leggere, scrivere e disegnare con i fumetti. Tutto serve. Anche attività apparentemente lontane come fare il venditore porta a porta o il commesso mi hanno permesso di guardare le cose con più di un occhio e allargare i miei 180° di visione. Anche nelle letture. Più si guarda fuori dai propri confini di "appartenenza", dal proprio campo lavorativo, dalle passioni "convenzionali", più si è curiosi di altro, del diverso da sè, di ciò che non si conosce, più si arricchisce ciò che è il proprio patrimonio spirituale e concettuale e più lo si restituisce con una forma forse meno provinciale agli altri.
 
Poi arriviamo nel 2007 : nasce IFIX, una società di comunicazione visiva specializzata nel settore dell’editoria. Che tu sia un “maestro” nel design di copertina è ormai appurato, ma cosa ricerchi veramente in queste creazioni grafiche? Qual è il processo che ti porta a realizzare una cosa piuttosto che un’altra? O meglio, qual è il processo che ti porta a realizzare un’immagine partendo da un oggetto fatto di solo testo, quale un libro?
Mi occupo di qualsiasi cosa abbia a che fare con le immagini, non solo di copertine di libri. Si progetta. La forma è sostanza, concetto. Come diceva Leonardo Da Vinci "tutto nasce dalla progettazione". Non si crea ma si progetta. Leonardo osservava la natura e la studiava, sapeva che sono le parti a fare il tutto e quindi si concentrava sulle singole parti per capire, esperire. Io mi ritengo un artigiano che lavora su ogni singola parte e come uno scienziato che quotidianamente mette in campo il proprio pensiero, i propri attrezzi e le proprie cavie e sperimenta tutto ciò che è necessario e che non sia già stato "collaudato" da altri. In questo senso la progettazione è il vero fulcro dove muovere le proprie corde e anche se il 90 percento di quello che si progetta rimane nel cassetto, è comunque stato utile al fine di realizzare anche quel 10 percento che poi viene messo nero su bianco e divulgato.La stampa, e non sono io a doverlo sottolineare, ha un grande impatto su chi ne fruisce e quindi come diceva Steiner "ogni volta che mettiamo un segno su un foglio abbiamo una grande responsabilità", aggiungo che qualsiasi atto estetico è una scelta politica e determinerà un gusto. 
 
Arriviamo ad oggi ( o quasi ) : sei fondatore e coordinatore del progetto BComics, un modo per dare spazio ai lavori di autori ed illustratori che vogliono raccontare il lato più brutto della nostra realtà oppure, se non proprio quello più brutto, quello nascosto dietro la facciata bella della realtà ( correggimi, se sbaglio ).
Materialmente di cosa è fatto BComics? E come si inserisce nel panorama artistico e/o editoriale?
Ma soprattutto, perché nasce BComics?
«B comics - fucilate a strisce» nasce nel 1995, dopo una serie di esperienze cartacee indipendenti (fanzine le si chiamava all'epoca, ma erroneamente).Rinasce come testata autonoma nel 2004 e trova come una tenia rifugio tra le pagine del magazine «Drome». L'intento di «B comics» è spiegato nel suo titolo "fucilate a strisce", ovvero andare a tirare fuori dal fango autori di fumetti sporchi e incazzati e non graphic novelist col cravattino sul pennello, ma che raccontino il lato B dell'universo asfaltato che stiamo percorrendo tramite stili e generi "possibili" e impossibili.Nel 2012 «B comics - fucilate a strisce» avrà una sua versione cartacea non convenzionale che presenteremo al Crack a Roma. 

Un’ultima curiosità : tempo fa, nel tuo sito ufficiale, si leggeva “ Maurizio Ceccato è morto ”.
Ti chiedo, qual è stata la vera causa del decesso?
I dati e le relative notizie sulla presunta causa del decesso sono riservate, custodite sotto il segreto di Stato e classificate Top Secret.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Writer /// Chiara Crescenzi
Graphic Designer /// Fabio Toffolo
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