Gesù | Intervista con Stefano Antonucci

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Gesù | Intervista con Stefano Antonucci

Incontro Stefano Antonucci nella fumetteria “Stregomics” di Benevento. Sono stata invitata da Mario Perrotta, amico e colorista della copertina del fumetto “Gesù”: una nuova chicca, fresca fresca e forte forte! Per chi non lo sapesse Antonucci è il vincitore del "CartoonSea 2012", Premio nazionale di umorismo e satira di Fano nonché grafico pubblicitario e cartoonist per "L`Unità", "Terra" ed il celeberrimo "Il Vernacoliere". Alla  presentazione farcita di battute è seguita una serata al pub in cui ho potuto conoscere meglio il “ragazzo” e scoprirne non solo la comicità ma anche un po’ di vita. Sono sempre incuriosita dai giovanissimi in gamba che con pazienza e coraggio portano a termine un progetto e  qui parliamo di Gesù insomma. Il “fattaccio brutto” è iniziato dalla collaborazione con Daniele Fabbri. I due autori hanno dato via cosi ad un turbine di battute e satira spietata in uno stile che può ricordare Tarantino dato che iniziamo “Da qualche parte nell’iperspazio…in una bettola di quart’ordine”. Non solo per questo si pensa al regista, dato che la copertina colorata dal Perrotta ci presenta un Gesù con corona di spine e tacchi alti, sigaretta accesa ed occhiali da sole nella celebre posa di Mia Wallace nel poster del film “Pulp Fiction”.
Il fumetto è acquistabile online; sulla pagina è anche possibile vedere le prime strisce e l’elenco dei punti vendita.
Ed ecco a voi l’intervista al nostro autore.

Come ti presenteresti?
Ciao a tutti sono Stefano Antonucci, disegnatore, vignettista e sacerdote mancato.

Che tipo di studi hai seguito?
I classici, 5 anni di Istituto d'Arte a Pescara, anni molto utili, oltre che a capire come funziona il mondo della pubblicità e scoprire la computer grafica, ho imparato a preparare decine di cocktail.

Ritieni che ti abbiano realmente formato e/o aiutato?
Quando ti ritrovi a dover spiegare ad un tuo professore come accendere un computer ti poni alcune domande, in ogni caso era un luogo molto creativo e che dava molti stimoli, inoltre ti permetteva di stare solo con ragazze in camera oscura.

Dall'inizio all'oggi quanto è cambiato il tuo modo di disegnare e di intendere la satira?
Oggi ho 24 anni e sono 4 anni che faccio queste cose quindi in realtà sono ancora nella fase "studio". Il vero cambiamento è stato dato dalle tecniche di approccio al disegno. Tavolette grafiche e software hanno cambiato radicalmente il modo di concepire questo lavoro. Per quanto riguarda invece la parte concettuale, ovvero inventare i contenuti, l'ispirazione viene più dall'estero che dalle cose prodotte in Italia, che a mio parere (per quanto riguarda soprattutto la satira) sono un pò datate.

A chi ti ispiri?
Sotto l'aspetto dei contenuti e del modo di fare umorismo e satira agli stand up comedians americani, per quanto riguarda il disegno, non essendo un virtuoso, faccio quello che posso.

Nel panorama attuale che nomi hai "notato" tra i "giovani" del mestiere?
Giovani ce ne sono molti, basta farsi un giro sul web, ma il giro sul web dovrebbero farselo le grandi testate, non io.

Sulla tua carta di identità, alla voce "professione" cosa c'è scritto?
Disoccupato professionista.

Per quali testate hai lavorato? Ed al momento con chi collabori?
Ho collaborato e collaboro con chiunque sia interessato a quello che faccio, mie cose sono apparse su "L'Unità", "Il Mucchio Selvaggio", "Mamma", "Terra" (quotidiano dei Verdi), "Il Vernacoliere" ed altre testate.

Da dove nasce l’idea per il tuo “Gesù”?
Volevamo fare un fumetto umoristico e ci serviva un personaggio conosciuto che attirasse l'attenzione. Gesù non ha il copyright. D'altra parte se la Chiesa ci ha lucrato sopra per duemila anni, qualche soldo potevamo farcelo anche noi.

Raccontaci il “dove” è stato stampato.
Questa è la parte più divertente, il fumetto è stato stampato presso "Il Seme" storica tipografia anarchica di Carrara (la stessa che stampa "Umanità Nova") un luogo mistico, fatto di inchiostri, macchinari anni settanta e montagne di materiale anarchico buttato ovunque. Stampare "Gesù" dagli anarchici non ha prezzo.

Chi è l’altro autore?
L'altro autore è un “figo”, Daniele Fabbri un autore comico e satirico, nonchè attore ed altre cose. Collaboriamo insieme da un pò di anni e quindi perchè non collaborarci anche per un fumetto?

Come mai hai scelto Mario Perrotta, altro “noto” nell’ambiente per colorare la copertina?
Perchè "come colora lui nessuno mai". Anche con lui collaboro da tempo ed abbiamo fatto molte cose insieme, quindi la scelta è venuta naturale.

Quali sono le prossime “tappe di diffusione di Gesù”?
Dopo il successo al “Romics fiera del fumetto di Roma”, siamo stati  al “Lucca Comics” ed è andata alla grande! Tutte le date e le presentazioni che organizziamo "per strada" le comunichiamo sul blog.
 
Hai altri progetti al momento da portare avanti?
In testa ho molte cose, bisogna solo vedere quali si riescono a realizzare, però a Lucca ho distribuito un  fumetto, “Doug L'astrocamionista” (che ho aiutato a sceneggiare) fatto insieme ad un altro bravissimo disegnatore, Andy Ventura.
 
Cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere la strada del fumetto o della satira?
Le solite cose, fatelo per passione che essere pagati è quasi impossibile.

Svelaci una chicca su “Gesù”!
Quale, quelle che lui è *********** oppure che c’è in giro il figlio di *****  *******?

Ed or io ho una dedica speciale da “Gesù”:
Disegno a quattro mani con il "Battmann" di Perrotta "toccato" dal "Gesù" di Antonucci, realizzato durante l'incontro.
 
 
 
Foto di Stefano Antonucci (a sinistra) e Mario Perrotta.
 
 
 
Writer /// Roberta Feoli
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