La Tua Fottuta Musica Alternativa | Reportage

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La Tua Fottuta Musica Alternativa | Reportage

Cosa fare per passare un giovedì “alternativo” nella Capitale? Lo so, è una domanda retorica! La risposta è automatica; contro ogni calamità naturale, eccomi davanti al cancello de Il Circolo degli Artisti. Con il pass bollato sulla mano destra, sono pronto ad aprire le orecchie per sentire “l’altra” musica, inedita e ricercata de “La Tua Fottuta Musica Alternativa”. Il 9 febbraio, ecco che ritorna al Circolo l’imperdibile rassegna di musica indipendente prodotta da il Polimorfo in collaborazione con Rock e i suoi fratelli, Frigopop ed il collettivo CaldeCorrentiChimiche. Start, il gioco inizia! La sala è un grande tavolo da ping pong, dove le racchette si trasformano in bacchette da far rullare sulle batterie. Il palco “grande” e quello “piccolo” sono due poli, e in mezzo gli spettatori come palline impazzite vengono catturati da queste “calamite” musicali davvero irresistibili. E se a fare la prima mossa è il trio romano dei Pretty Wallet, seguaci della musica britannica(dagli storici Beatles e Rolling Stone ai più attuali Travis e Coldplay) dall’altra parte rispondono  i C+C=Maxigross. Partiti dalle  chiese e praterie di Lessinia(Veneto) portano al Tempio romano un po’ di folk pop, con un sorprendente finale di pezzi “acustic”. 1 a 1, sound al centro? Salgono sul palco grande la band ironicamente chiamata Indie Boys Are For Hot Girls. Non riproducono musica indie. Sono indie, perché riproducono la loro musica. Chiudono il concerto con “Let Your Body Out”, il video di questo singolo è stato anche nominato miglior video dell’anno per la rivista Sunset Island in Florida. Non sono belli? Non sono cool? You’re just better! Ma quello che sento è un violino? Nel palco piccolo c’è un cantautore, un sognatore, dicono un “giovanotto in gamba”, blusman punk, un po’ psichedelico e con un nome alquanto bizzarro; il campione Samuel Katarro. Match point! A chiudere la partita sono i Tiger! Shit! Tiger! Tiger!. Un suono dissonante ed essenziale, la perfetta fusione tra l’indie rock americano degli anni '90 e il post punk british. A chi è andata la vittoria? Decisamente a quella “fottuta” musica alternativa!
 
 
 
 
 
 
 
 
Writer /// Nicodemo Callà
Graphic Designer /// Chiara Cicchinelli
Photographer /// Pof Art
 
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