Diana Vreeland | after Diana Vreeland

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Diana Vreeland | after Diana Vreeland

Per alcuni le persone si possono dividere in due grandi categorie: i buoni e i cattivi. Il personaggio che vi sto per presentare cammina come un’equilibrista sulla sottile linea che divide questi due mondi. Dall’aspetto poteva sembrare la tipica “cattiva” di un film in bianco e nero, immagine austera con i capelli nero corvino, insomma una “bruttina” alla Crudelia De Mon. Oltre all’aspetto,anche la sua lingua tagliente confermava questo personaggio. Ma si sa che nella vita non è tutto o bianco o nero, e sono proprio le sfumature a rendere questo personaggio la "bruttina" più carismatica e modello d’ispirazione del ’900. Quindi Buona? Cattiva? Semplicemente Diana Vreeland! Una voce e penna importante quella di DV, prima dalle pagine di Harper’s Bazaar poi come editor-in-chief dal 1962 di Vogue America e infine come curatrice al Metropolitan Museum of Art di New York. Insomma il vestito che preferiva era quello di talent scout, portando alla luce non solo tendenze ma anche talenti (come la mostra dell’’83 su Yves Saint Laurent: la prima dedicata ad un fashion designer vivente). Nel 2012 si parla ancora di Lei, e il Museo Fortuny di Venezia lo fa nel modo migliore. La mostra “Diana Vreeland after Diana Vreeland", curata da Judith Clark, Maria Luisa Frisa e commissionata da Lisa Immondino Vreeland, regista del documentario Diana Vreeland: the eye has to travel, non è una semplice esposizione di nostalgiche fotografie e feticci personali, ma un archivio unico che consigliamo di vedere, principalmente alle giovani promesse del mondo della moda. Troverete abiti che sono appartenuti a DV, specie di YSL e Givenchy, Balenciaga e Chanel provenienti da fondazioni e collezioni private, e ancora due costumi realizzati per i Ballets RussesBeh. Ovviamente non poteva mancare il grande contributo che ha portato nel mondo dell'editoria di moda. Tematiche mai trattate prima sulle pagine patinate come il benessere e la cura del corpo e della pelle, la chirurgia plastica e i "lifestyle pieces". Beh cosa state aspettando? Ancora qualche giorno per visitare la mostra ( i cancelli si chiuderanno il 25 giugno), e per tutti quelli che non arriveranno in tempo ecco il nostro reportage. Domandatevi: cosa avrebbe fatto DV?
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Writer /// Nicodemo Callà
Photographer /// Silvia Zago
 
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