Dal tramonto all'alba

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Dal tramonto all'alba

Puntuale come ogni anno “Tutto in una notte”, divertentissimo quanto massacrante contest-maratona tra gli studenti IED. Dieci gruppi di venti ragazzi si sfidano nella realizzazione di un progetto partendo da un brief comune, dieci ore di tempo per consegnare, si inizia alle 20:00, si finisce alle 6:00 di mattina. Una corsa contro il tempo per stupire, una lotta contro il sonno per rimanere svegli. Anche noi di Creazina abbiamo passato la nottata con i ragazzi.

Alle 19:00 il cortile di via Alcamo si riempie velocemente di un chiassoso vociare, l’euforia che si percepisce è quella di una festa o di una serata in un grande locale il sabato sera, qualche lampo all’orizzonte rende l’aria ancora più elettrica. Gli unici alcolici permessi saranno una decina di bottiglie di prosecco al rinfresco. Finiscono in un quarto d’ora.

Alle 20:00 tutti gli studenti vengono chiamati a raccolta in aula magna per la consegna del brief, il direttore Iacovoni introduce Andrea Natella della Kook, che quest anno coordina e supervisiona. Sullo sfondo una scritta: “FUTURE PERFECT, IED e KooK agency quest anno hanno deciso di investire su 10 idee in grado di perfezionare il nostro futuro imperfetto”. Ad un tappeto formicolante di ragazzi seduti per terra viene detto il tema della serata, pensare e produrre un oggetto in grado di far funzionare il futuro in maniera differente, un oggetto che abbia una potente forza comunicativa e sia in grado di generare riflessioni di natura altra, filosofica, politica o sociale. Qualcosa che sorprenda in maniera diretta e allusiva al contempo, che attivi altre funzioni mentali e faccia venire voglia di essere raccontato, condiviso. In poche parole un virale. Ad ogni gruppo viene assegnato un professore che li coordinerà durante tutta la notte ed una classe come base operativa. Inizia la sfida.

Da qui fino alla fine tutti i gruppi avranno tempistiche e fasi praticamente identiche e la prima è chiaramente quella del brain storming. Andando a curiosare nelle diverse aule la situazione è ovunque molto simile anche se con piccole varianti. I ragazzi sono seduti sui banchi e il prof  coordina varie discussioni sui massimi sistemi volte a cercare la tematica più efficace, su cui concentrarsi e su cui modellare il fantomatico oggetto. In alcune classi il flusso è organizzato e strutturato, con schemi alla lavagna e post it, in altre è assai caotico e confusionario con studenti che sparano idee a ruota libera. Senza dubbio gli argomenti principe sono i social network, con Facebook onnipresente in ogni discorso di ogni gruppo, la tecnologia e l’iPhone, il sesso. Non riusciamo a nascondere una risata di fronte ad una ragazza che, con ingenuità ed entusiasmo, se ne esce dal nulla in mezzo ad una discussione: ”Certo che è bello costruire così!”. Arrivati alle due e mezza le prime idee iniziano a uscire fuori e man mano quasi tutti i gruppi iniziano ad entrare nella fase di preparazione logistica della produzione, qualcuno è deluso perché la propria idea non è passata, un paio di gruppi sono nel panico perché ancora non riescono a mettersi d’accordo. Ascoltando le chiacchiere di chi sosta in cortile, sembrerebbe esserci una fitta rete di spionaggio e in molti sono già a conoscenza delle idee degli altri gruppi.

Tutto d’un tratto le classi si svuotano e i corridoi si riempiono, ragazzi trafelatissimi corrono da un laboratorio ad un altro con in mano macchine fotografiche e videocamere, riceviamo innumerevoli suppliche per prestarci ad interviste, scatti fotografici, piccole comparsate nei video. Quasi sempre ci neghiamo, alle volte è impossibile farlo. Così come si sono riempiti, nel giro di mezz’oretta i corridoi tornano deserti e l’atmosfera torna calma. Passeggiare per questa scuola silenziosa alle 4 di notte ha un nonsoché di intimo, qualcosa che richiama vecchie sensazioni da occupazione al liceo. Andiamo all’ultimo piano e si svela il mistero: sono tutti nelle sale computer a postprodurre. Qui il sonno non si fa assolutamente sentire, c’è una grande confusione sonora ed estetica, per ogni postazione ci sono almeno due ragazzi che smanettano freneticamente. Chi non lavora al computer è invece in sala posa ad allestire set fotografici. Decontestualizzandoci dall’evento e osservando i vari set dall’esterno, c’è qualcosa di folle: due ragazzi fanno finta di litigare con una clava di cartone, alle loro spalle uno studente beve un caffè poggiato su un iPhone e un altro si spruzza uno spray nell’occhio da una gomma da cancellare mentre un gruppetto si fa filmare con indosso dei passamontagna stile al fatah.

Arriviamo alle 6 di mattina e nell’ingresso viene allestita la colazione con latte, caffè e cornetti, ma a mangiare non c’è ancora nessuno perché nessuno ha ancora ultimato il progetto e si è deciso di posticipare la consegna alle 7. Lentamente qualche figura comincia ad arrivare al buffet e sembra di stare sul set di un film di Romero.

Finalmente verso le 7:30 hanno tutti concluso e si può procedere alla presentazione finale in aula magna, che nuovamente si riempie. Ogni gruppo ha a disposizione 5 minuti e le presentazioni consistono tutte in una rapida descrizione del prodotto e una piccola discussione sulle mosse fatte per posizionarlo e promuoverlo. Non si capisce dove i ragazzi abbiano trovato le energie per essere ancora così attivi, alcune presentazioni sono decisamente performate, dove qualcuno si è improvvisato un marketer navigato o più semplicemente uno strillone da mercato. Ogni gruppo è incitato con ovazioni da stadio, ad ogni minimo intoppo urla scatenate. Tempo dieci minuti dalla fine, che la scuola si svuota totalmente. Sono le 9:00 ed è decisamente ora di andare a dormire.

Chi volesse vedere le idee nel dettaglio può andare sul sito www.futureperfect.it, novità di quest’anno, in base al quale, oltre al solito voto della giuria, si decide al 50% il progetto vincitore a seconda della quantità di visualizzazioni ottenute. Che vinca il migliore.

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