MACAO | Arcobaleno verticale

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MACAO | Arcobaleno verticale

Milano, 5 maggio 2012. Per quanto grigia, una delle giornate più colorate che avessi mai visto. Piove ed è freddo. Ma non te ne accorgi nemmeno, se all’ultimo piano della Torre Galfa situata tra via Galvani e via Fara (da qui il nome Galfa), vedi scendere un manifesto lungo una ventina di metri con su scritto: “Si potrebbe anche pensare di volare”. Le domande sorgono spontanee: “Vorranno mica far saltare per aria quel bel palazzo?”, “Sarà mica una pubblicità per una nuova bibita dai poteri magici?”. Invece poi ti affacci e scopri che quel palazzo è abbandonato, o meglio lo era. Adesso il palazzo è occupato dai Lavoratori dell'arte che hanno dato vita al progetto MACAO. Ma non si tratta della solita occupazione: c'è qualcosa in più. Qualcosa che ti fa venire la pelle d’oca. Benvenuto MACAO; Nuovo centro per le arti e la ricerca di Milano. Dopo avere sondato il terreno tra facebook, twitter e altre piattaforme sul web, parto alle 14:00 in sella alla poderosa bici da contadino della mezzadria emiliana, per arrivare puntuale all’assemblea cittadina. La sala è gremita di persone, pavimento dismesso, cemento, cavi penzolanti dai tetti, la torre è stata interamente smantellata nel 2006. Tra i presenti, anche i ragazzi del Teatro Coppola di Catania, Cinema Palazzo di Roma, Teatro Valle Occupato di Roma, Sale Docks di Venezia, Asilo della Creatività e della Conoscenza di Napoli, oltre al sostegno e solidarietà da parte di tutti i collettivi operanti in tutta Italia. Tanti i temi da affrontare; precedenza ad architetti e designers per ottimizzare tempi di ristrutturazione e materiali e ripartire subito con la messa a nuovo dello stabile. 33 piani da ristrutturare, per mettere a disposizione di artisti, ricercatori, studenti, professori e cittadini per i futuri progetti. Alcuni tra i presenti accusano la troppa pragmaticità delle discussioni, (economia, progetti artistici, ristrutturazioni) controbattendo con sermoni scalda animi ed auto masturbazioni che spesso si chiudono in applausi e pacche sulle spalle. Gli animi sono facili e veloci da scaldare oggi, tanto quanto sono veloci a raffreddarsi e dimenticare. Ad averci la testardaggine del fabbro, che costante martella su ferro caldo, sono ormai in pochi, e il coraggio e la voglia di rinunciare a qualcosa per dormire in uno stabile pieno di polvere e cemento per svegliarsi l’indomani e lavorare ad un progetto più grande di noi, ancora meno. Un ragazzo olandese propone di avvisare entro il week end tutto il vicinato, stampare un comunicato ed avvisarli della (buona) nuova. Perché MACAO è uno spazio gestito dai cittadini stessi, aperto per essere restituito alla città; un edificio che fino a ieri non era che un’enorme torre vetrata e che oggi assomiglia molto più ad un arcobaleno verticale fatto di gente che crede nel cambiamento e soprattutto nel futuro. Al secondo giorno sono già attivi i tavoli di produzione. Operativo il tavolo della comunicazione, produzione, organizzazione artistica e del bando. Questo il tasto più delicato della struttura; Necessitano figure serie e competenti a coordinare i lavori e su cui fare riferimento. Sarà un lavoro lungo e che richiederà impegno, costanza e solidarietà da parte di tutti, ma questa sarà la colonna vertebrale del progetto e della torre stessa. È ancora aperto il Bando per la presentazione dei progetti, e sono ben accette offerte e donazioni economiche e di materiali, consigli, e consulenze tecniche per soluzioni progettuali. C’è ancora molto da lavorare, siamo solo all’inizio...Ma fidatevi: un MACAO così meravigliao non si era mai visto.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Writer / Illustration /// Self Andrea
Writer / Photographer /// Glauco Canalis
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